FREE FALL JAZZ

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Il cammino di Orrin Evans, talentuoso e prolifico, prosegue anno dopo anno con un’agenda fittissima di concerti ed incisioni, da sideman come da leader. Si tratta ormai di un musicista ben affermato sul piano internazionale, che da anni persegue la via della riaffermazione e del rinnovamento del piano jazz, quello di scuola più che mai nera – non a caso parliamo di uno dei primi sostenitori e teorici della contestata BAM, che comunque trova una delle sue più lucide articolazioni proprio nell’opera di Evans. ‘#knowingishalfthebattle’, scritto così, proprio come un hashtag, è il logico successore del precedente ‘The Evolution Of Oneself’ e vede alla base il trio piano, basso (Lucques Curtis) e batteria (Mark Whitfield jr) a cui si uniscono diversi ospiti a seconda delle necessità. (Continua a leggere)

Con un annuncio a sorpresa, Christian Scott è pronto a tornare col suo nuovo album ‘Ruler Rebel’ il prossimo 31 marzo, probabilmente ancora su Ropeadope. L’album dovrebbe essere il primo di una trilogia, la ‘Centennial Trilogy’, che ha l’obiettivo di fotografare il presente e allo stesso tempo mettere in luce quanto poco sia cambiato da un passato che si sperava, appunto, passato cent’anni fa. (Continua a leggere)

Fra i più interessanti pianisti contemporanei, Luis Perdomo si è distinto innanzitutto per il suo lavoro al fianco di Miguel Zenon (e altri). Meno per una carriera solista di tutto rilievo, caratterizzata da una visione musicale in cui l’aspetto latino assume più i connotati di passione ed intensità espressiva, prima ancora che di intrecci ritmici e melodie particolari. Aspetti che non mancano, sia chiaro, ma in maniera quasi subliminale. ‘Spirits And Warriors’, quarta uscita per Criss Cross, vede il venezuelano alla guida di un quintetto eccezionale in cui svettano la potenza ritmica e l’inventiva del veterano batterista Billy Hart e una frontline senza confini: la liquida tromba di Alex Sipiagin e il poderoso sax di Mark Shim sono un vero e proprio torrente di soluzioni inventive e originali, senza mai perdere d’occhio l’orecchiabilità di fondo e un ideale rispetto fra le proporzioni (altre caratteristiche tipiche della produzione di Perdomo). (Continua a leggere)

Se la tua nuova casa discografica ti mette a disposizione, come sideman, Jason Moran e Pat Metheny, vuol dire che le aspettative sono alte. Logan Richardson, con già due album interessanti in carniere e una lunga esperienza a fianco di Greg Osby, Stefon Harris, Gerald Clayton e altri ancora, si dimostra meritevole di tanta fiducia e dà alle stampe un disco che ben esemplifica l’attualità del jazz. Dotato di un suono limpido e cristallino di spiccata inflessione blues, il suo sax ricorda un Greg Osby più romantico e immediato – con una dolcezza che, a tratti, fa pensare pure ad Art Pepper. La struttura-base dei brani di ‘Shift’ è il chorus, in cui la band entra ed esce in maniera fluida, con entusiasmanti crescendo di intensità ed energia, ma pure improvvise, necessarie rarefazioni per riprendere il fiato; ed è il sax, con le sue linee rapsodiche, a guidare con sicurezza. (Continua a leggere)

Rileggere John Coltrane non deve essere un’impresa facile per molti musicisti, soprattutto se questa riguarda il periodo finale della sua carriera musicale. Se “A Love Supreme” viene considerata una vetta non facilmente raggiungibile, soprattutto per il pathos e la spiritualità insite nella registrazione, ancor di più lo è “Ascension”, per la difficoltà di reinterpretare una improvvisazione collettiva. (Continua a leggere)

Mike Reed pensava di concludere la missione del gruppo People, Places & Things con il terzo album, una volta conclusa la narrazione in musica delle diverse anime ed epoche della sua Chicago. In realtà già il quarto volume lasciava pensare ad un proseguimento, e ora abbiamo pure un quinto capitolo che lo ribadisce – per fortuna! Con ‘A New Kind Of Dance’ il batterista vuole fare musica che spinga, in maniera diretta o indiretta, a ballare. “Questo è il nostro continuo tentativo di far muovere la gente, che sia nelle loro teste o riflesso dai loro corpi”, si legge nelle note di copertina, con una limpidezza esemplare che mette in risalto il cuore stesso del jazz. Nel disco il quartetto, completato dai sax di Greg Ward (alto) e Tim Haldeman (tenore) e dal contrabbasso di Jason Roebke, affronta con scioltezza e libertà ritmica una serie di brani concitati e nervosi, con un occhio di riguardo per temi orecchiabili e un tantino convulsi in stile bebop. (Continua a leggere)

Oltre ad essere uno dei migliori trombonisti sulla piazza, e prova ne sia una carriera lunghissima e variegata che lo ha visto al fianco di Art Blakey, Dave Holland, Steve Coleman e moltissimi altri, Robin Eubanks è pure un rinomato professore di musica per il prestigioso Oberlin College. Per ‘More Than Meets The Ear’ Eubanks si è preso un anno di pausa dall’insegnamento, con lo scopo riarrangiare in chiave orchestrale nove brani scritti nell’ultimo trentennio. Con un cast di tutto rispetto, fra veterani (Lew Soloff), parenti (il fratello Duane), alcuni fra i migliori solisti emersi negli ultimi anni (Marcus Strickland, Lauren Sevian, Nate Smith, solo per citarne alcuni), e infine alcuni studenti dell’Oberlin, Eubanks costruisce un sound originale figlio di alcune delle esperienze chiave della sua storia di musicista, come Steve Coleman, i gruppi estesi di Dave Holland e il più recente SFJazz Collective. (Continua a leggere)

Donald Edwards si era segnalato con merito un paio di anni fa, con la pubblicazione del magnifico ‘Evolution Of An Influenced Mind’. Si trattava di un album moderno ed evoluto, ricco di composizioni originali e varietà stilistica, ma sotto il segno della particolare visione del batterista, desideroso di tradurre in musica tutto ciò che lo ha influenzato. In questo senso, il nuovo disco è una continuazione perfetta del precedente, tanto dal punto di vista sonoro che concettuale: stavolta sono esaminati i passaggi cardine della vita, soprattutto per mezzo di una suite in sette parti che occupa la prima metà dell’opera. Il sestetto di ‘Evolution’ è confermato quasi interamente, quindi possiamo godere nuovamente delle complesse interazioni di Walter Smith III (sax), David Gilmore (chitarra) e Orrin Evans (piano), spinti in avanti dalla nervosa batteria del leader. (Continua a leggere)

L’arpa è associata, nell’immaginario comune, a sonorità eteree e musica da camera, anche per sue caratteristiche fisiche e sonore. L’arpa nel jazz poi presenta una casistica talmente ridotta da non avere una cospicua tradizione di riferimento. Il terreno è libero, l’edificio tutto da costruire, fatte salve le fondamente edificate da Dorothy Ashby ed Alice Coltrane ai tempi. Brandee Younger, di cui ci siamo già occupati in occasione dell’ottimo esordio registrato dal vivo, è tornata con ‘Wax & Wane’ proprio per calare il suo strumento nella realtà contemporanea di questa musica – a partire dal vasto arcipelago black. Molti saranno sorpresi all’idea di un disco tanto intriso di funk e hip-hop e ben lontano da compunto camerismo o composizioni avanguardistiche; la Younger tuttavia riesce a far swingare il suo strumento sui possenti groove (degli di un disco di James Brown o, perché no, di D’Angelo) della sezione ritmica, dove si distingue il basso elettrico di Dezron Douglas. (Continua a leggere)

La copertina, che ritrae Jimmy Smith e Wes Montgomery mentre stanno per addentare un panino, trasmette un’idea di relax, complicità, divertimento, in maniera ben poco fraintendibile. Sia l’uno che l’altro erano al picco della popolarità, al tempo, e farli suonare assieme era un’occasione d’oro per una bella sessione all star, nella più pura tradizione della Verve. L’esuberante Jimmy Smith, emblema dell’organo hammond e del soul jazz, e l’agile Wes Montgomery, la chitarra dell’hard bop: due stili complementari che legavano benissimo, come testimoniano le frasi scambiate con abilità da giocolieri e l’attenzione con cui i due si ascoltano e reagiscono in tempo reale – un manuale di quello che, solitamente, si definisce “interplay” in una parola sola. Ma questo album non è solo il Dynamico Duo. (Continua a leggere)