FREE FALL JAZZ

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Il trio di Matthew Shipp, Michael Bisio e Newman Taylor Baker è uno dei più interessanti e originali in giro oggi, con una corposa discografia in costante aggiornamento a dimostrarlo. E parlando proprio di aggiornamento, prepariamoci: ‘Piano Song’, il nuovo album dei tre, è già stato registrato e uscirà a gennaio 2017 su Thirsty Ear.

u0075597946499Che cosa avrà mai da dire di nuovo un disco che nel 2016 si occupa di interpretare per l’ennesima volta delle ballads e dei blues? Proprio nulla, direi, il che per una critica come la nostra, da sempre appassionata al “o famo strano” jazzistico ad ogni costo, è una pecca pressoché imperdonabile, sufficiente a classificare a priori il musicista che intende proporlo nel bieco conservatorismo musicale (detto per inciso, una delle più grossolane idiozie critiche reiteratamente applicate in questo paese ad una cultura musicale per lo più estranea a certe forzature di stampo ideologico), confinandolo entro i limiti dell’ininfluenza e dell’oblio, oltre a considerare quel genere di repertorio ormai esausto e privo di possibili spunti d’interesse. (Continua a leggere)

La Parco della Musica Records pubblica venerdì 16 settembre il secondo volume del progetto discografico Trio Music dedicato a Franco D’Andrea in occasione del suo settantacinquesimo compleanno e della consegna di un Riconoscimento alla Carriera per il suo straordinario percorso artistico e il profondo legame umano e professionale che lo unisce alla Fondazione Musica per Roma. (Continua a leggere)

“Siciliana” è il nuovo album di Andrea Pozza pubblicato a gennaio 2016 per l’etichetta l’inglese Trio Records e realizzato in trio con Andy Cleyndert al contrabbasso e Mark Taylor alla batteria, due tra i più importanti e quotati musicisti della scena jazzistica inglese ed americana. (Continua a leggere)

Musicista sofisticato e versatile, giunto ormai ad una propria classicità, Matthew Shipp negli ultimi anni sembra incline a concentrare gli sforzi sul formato, a lui particolarmente congeniale, del piano trio. ‘The Conduct Of Jazz’ è il nuovo album e inaugura una nuova formazione, visto che al fedele bassista Michael Bisio si aggiunge ora il veterano della batteria Newman Taylor Baker. Registrato questo cambiamento, il nuovo disco vede Shipp lavorare di fino con tutto il suo vasto armamentario tecnico e compositivo, oltre che con l’enciclopedica conoscenza della storia del piano jazz. E non stupisca il titolo, visto che questo album sembra quasi una dichiarazione d’intenti, del tipo “questa musica si fa così”. (Continua a leggere)

Il pianista cubano Aruan Ortiz, ancora poco noto da queste parti, è un perfetto esempio di musicista moderno. Si è distinto in molteplici contesti (jazz maintream latino e non, composizione contemporanea, ensemble dal taglio più sperimentale, composizione e improvvisazione), da leader e da sideman, affinando nel processo tutte le sue doti dopo averle affinate alla corte di maestri come Greg Osby, Terri Lyne Carrington, Oliver Lake, Rufus Reid, Don Byron e altri ancora. (Continua a leggere)

‘The Evolution Of Oneself’ segna, per Orrin Evans, il traguardo dei vent’anni di indefessa attività, nonché un sunto di tutto ciò che ha contribuito alla sua evoluzione di artista e uomo. Oltre alla musica, si parla della famiglia: a partire dalla moglie Dawn, che recita il testo di ‘All The Things You Are’ nella seconda versione del brano (una prima inaugura l’album e una terza, cantata da JD Walter, lo chiude), passando per i figli Miles (cui è dedicata ‘For Miles’) e Matthew, autore dei tre diversi remix hip-hop di ‘Genesis’. Questi suddividono idealmente il disco in tre capitoli, affrontati assieme ai formidabili Christian McBride e Karriem Riggins. (Continua a leggere)


Il musicologo e direttore artistico di “Aperitivo in Concerto” Gianni Morelenbaum Gualberto ci ha spedito per la pubblicazione in rete un interessantissimo contributo scritto, che propone una attenta riflessione sulla figura artistica, spesso immotivatamente sottovalutata, di Oscar Peterson. Si tratta in realtà, precisa Gualberto, di note introduttive scritte di un fiato, in vista di un saggio in preparazione che andrebbe ad analizzare in dettaglio la sua opera e il suo contributo. Lo ringraziamo per la gradita opportunità che ha voluto riservarci. (Continua a leggere)

Negli ultimi anni si è parlato in lungo e in largo di Robert Glasper sulla scia dei due ‘Black Radio’, invero piuttosto deboli. In realtà il texano aveva dimostrato il suo talento altrove, nei due album in trio e nelle molte collaborazioni come sideman. Oggi ‘Covered’, registrato dal vivo ai Capitol Studios di Los Angeles di fronte ad un piccolo pubblico, tira le fila del discorso: ricostruisce il trio con i fidati Vincente Archer (contrabbasso) e Damion Reid (batteria), rilegge in chiave acustica alcuni estratti dai ‘Black Radio’ e aggiunge al mix pure qualche canzone contemporanea ed un evergreen come ‘Stella By Starlight’. Il pianista privilegia la percussività e l’aspetto ritmico del pianoforte, ma con un tocco spesso e volentieri leggero, scomponendo i temi melodici in brevi frammenti che poi vengono iterati, variati con sicurezza e fantasia; basso e batteria, mai coperti dal piano, elaborano pattern vicini all’hip-hop e alla musica elettronica, con ostinati, secchi colpi di rullante e la flessibilità del jazz in filigrana. (Continua a leggere)

Si chiama ‘The Conduct Of Jazz’ il nuovo disco di Matthew Shipp, in uscita il prossimo ottobre su Thirsty Ear. Oltre a Shipp e al fedele bassista Michael Bisio, è della partita il batterista Newman Taylor Baker, già con Henry Threadgill, Leroy Jenkins, Billy Harper e tanti altri. (Continua a leggere)