FREE FALL JAZZ

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Ieri un comunicato della Motema, sua attuale casa discografica, annunciava che Geri Allen era gravemente malata – cosa del tutto inaspettata, visto che era passata pure di recente in Italia assieme ad Enrico Rava. Oggi arriva la peggiore delle notizie: la grande pianista, una delle migliori della sua generazione, è morta oggi di cancro. Non aggiungiamo altro, se non questo articolo su NPR.

Se n’è andato ieri pure Arthur Blythe, grande e sottostimato sassofonista che molto probabilmente (ovvero, di sicuro) non ha ottenuto quanto meritava. (Continua a leggere)

Se n’è andato nel sonno, in silenzio, pure Horace Parlan, grande e versatile pianista dall’impronta roots, ricordato dai più innanzitutto per i lavori con Charles Mingus, Rashaan Roland Kirk, Booker Ervin, Lockjaw Davis, Stanley Turrentine e Dexter Gordon, ma titolare pure di un’ottima discografia da leader. (Continua a leggere)

Storico, critico, scrittore, saggista, giornalista. Nat Hentoff ha attraversato, da testimone, tutta la storia del jazz dagli anni ’40 fino a ieri, quando è morto serenamente in casa all’età di 91 anni. Pluripremiato, e con merito, in vita, impegnato in cause progressiste e autore di mille e più note di copertina, articoli e libri, Hentoff non era un musicista, ma resta una figura che ha fatto parte della storia della musica, dal lato della critica e della divulgazione. Uno di quei nomi che si pensano eterni, e invece… Ciao Nat, buon proseguimento.

Dopo una lunga lotta con un tumore se n’è andato pure Bob Cranshaw. Lo ricordiamo spesso e volentieri come il bassista di fiducia di Sonny Rollins, visto che suonava col Saxophone Colossus quasi ininterrottamente dai tempi del capolavoro ‘The Bridge’, ma in realtà il buon Bob ha registrato una marea di album nei contesti più disparati, contribuendo non poco al Blue Note Sound dei tempi d’oro. (Continua a leggere)

Quanti dischi avremo, nelle nostre discografie, registrati da Rudy Van Gelder? Un’infinità, fra Prestige, Riverside, Impulse, CTI, Verve, Concord e, ovviamente, Blue Note. Rudy Van Gelder è stato l’ingegnere del suono jazz per eccellenza, attivo fino a poco tempo prima della morte, avvenuta il 25 agosto all’età di 91 anni. (Continua a leggere)

Se n’è andato ieri notte pure il grande Bobby Hutcherson, per complicazioni da enfisema polmonare. Aveva 75 anni. Hutcherson fu il maggiore dei vibrafonisti post-Milt Jackson e l’uomo che ridisegnò lo strumento per il successivo cammino del jazz. (Continua a leggere)

Si è spento il 30 giugno scorso Don Friedman, eccellente pianista americano con una lunga carriera di accompagnatore, educatore, e naturalmente leader. (Continua a leggere)

Ci ha lasciati il 2 Aprile uno dei più grandi e, soprattutto, originali sassofonisti del jazz emersi dagli anni ’60, cioè negli infuocati anni del Free Jazz ma giunto poi alla fama internazionale all’inizio del decennio successivo anche per suoi contributi musicali nel campo delle colonne sonore per il cinema e della musica leggera. (Continua a leggere)

Lo ha comunicato la figlia: il grande Paul Bley è morto domenica notte, in pace, fra amici e parenti. La carriera del pianista ottantreenne è lunghissima ed estremamente varia, sia da sideman che da leader, all’insegna della curiosità e della ricerca. Val la pena, in questo brevissimi trafiletto, ricordare come la sua figura sia stata assolutamente fondamentale per l’evoluzione del piano trio, al punto che difficilmente potremmo immaginare il trio à la Jarrett, Corea, Meldhau, Parks senza di lui. Geniale improvvisatore ed accompagnatore (valga ad esempio il capolavoro ‘Sonny Meets Hawk’), fu un musicista tanto avanzato quanto intuitivo.