FREE FALL JAZZ

Paul76's Articles

Chi ama il jazz non può non apprezzare questo secondo volume dedicato allo stile tradizionale.
Lo stride piano è la matrice dell’opera e delinea atmosfere, colori ed emozioni.
Claudio Cojaniz ci trasporta alle origini del jazz, quando si mescolavano e contaminavano ragtime, blues, boogie, Africa, Europa, Sud America…
Il fraseggio è tipico, richiama naturalmente Scott Joplin, ma anche Pete Johnson, Albert Ammons e il grande Meade Lux.
La componente blues é nitida e subito percepibile, non solo nella pronuncia, ma anche nel metro delle tracce dal tempo più lento.
Nei passaggi più “tribali”, “orgiastici”, i fiumi di note caricano di energia il pianismo del musicista di Palmanova, tanto da evocare Art Tatum e Fats Waller. (Continua a leggere)

Il 2017 è appena nato ed esce, pubblicato dalla JandoMusic/ViaVenetoJazz, “A beautiful Story”, ultima fatica di Rosario Bonaccorso che, con il suo quartetto (D.Rubino, E.Zanisi e A. Paternesi), ci offre 12 sue inedite composizioni. Atmosfere delicate, sonorità dolci, sono il leit motiv di quest’opera che presenta, da subito, peculiarità e scelte stilistiche molto precise. I temi sono molto semplici, a volte leggeri e sovente malinconici, hanno il ruolo di colorare timbricamente momenti in cui il quartetto è pensato come un’orchestra novecentesca. Ricorrono, in tutto il CD, espedienti motivici poco sviluppati, ma funzionali alla resa sonora collettiva. Quest’attitudine condiziona anche gli assoli che sviluppano poco l’aspetto ritmico/melodico per rimanere ancorati alla visione d’insieme. C’è un netto rifiuto del virtuosismo in favore di un’essenzialità, sia in fase compositiva che nella prassi. (Continua a leggere)

‘Il Sogno di una Cosa’, è l’incisione di un concerto, chiaro l’omaggio a Pasolini, tenutosi il 24 Luglio 2015 a Villaorba di Basiliano (UD), nell’ambito della rassegna “Musica in Villa”. Il live è stato registrato e mixato da Nico Odorico, mentre l’editing e il master sono opera di Bruno Cesselli. Il CD , realizzato grazie al sostegno del “Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli”, è pubblicato dalla Caligola Records. Javier Girotto, Massimo De Mattia, Bruno Cesselli e Zlatko Kaučič ci propongono sette brani inediti che ben sintetizzano l’incontro delle quattro personalità musicali. Un jazz contemporaneo, contaminato e ben interpretato. (Continua a leggere)

L’8 Aprile 2016 la Cleanfeed Records, casa discografica portoghese, pubblica ‘Leaps in Leicester’, un’opera di altissimo livello, testimonianza dell’incontro tra il pianista Alexander Hawkins e il “Colosso” Evan Parker. Il territorio è quello della free improvisation, attraverso la quale i due artisti dialogano, si scoprono e plasmano a loro piacimento melodie, rumori, suoni, silenzi, metri e timbri, prescindendo da qualsiasi forma musicale. L’eleganza di Hawkins riesce a esaltare la genialità di Parker, a volte in contrappunto, altre imitando e altre ancora in pieno contrasto. I quadri sonori sonori che man mano si succedono hanno, come sfondo, tonalità poetiche, un po’ crepuscolari, anche molto intime. La violenza sonora, la tensione drammatica, tipiche di molto produzioni di genere, qui fanno il paio con un intrecciarsi di melodie e con una dolcezza che permea ogni traccia. (Continua a leggere)

E’ uscito, per l’etichetta Parco della Musica Records, ‘Borderlands’: CD firmato dal pianista William Tatge. Il suo trio, con cui aveva registrato il demo Move (Dan Kinzelman al sax tenore e Francesco Ponticelli al contrabbasso), diventa per l’occasione un quartetto, con l’aggiunta di Stefano Tamborrino alla batteria. Subito si coglie la natura sperimentale dell’opera, emerge la volontà di creare un sound notturno, a tratti oscuro, molto intimo. La maggior parte degli sviluppi motivici, siano essi temi scritti o assoli, è caratterizzata da un efficace e equilibrato rapporto tra note lunghe e silenzi. La sezione ritmica è molto espressiva, sia contrabbasso che batteria mantengono attraverso suoni e dialoghi atmosfere poetiche e ambienti sonori onirici; ottimi i momenti estemporanei. Il pianoforte evita virtuosismi di ogni genere, utilizzando ora ostinati e arpeggi, ora appoggi e clusters. Anche negli assoli, William Tatge rifiuta melodie e fraseggi riducendo al minimo note e accordi. Magnifico il sax di Dan Kinzelman: intenso, molto espressivo e avanzato. (Continua a leggere)

Bellissimo lavoro dei Dissoi Logoi, formazione ormai storica dell’avanguardia musicale italiana che fa della commistione di linguaggi la propria cifra stilistica. Il titolo ‘Nyx’ significa “notte” in greco antico (Nύξ), inteso come divinità primordiale, madre degli Oneroi (Sogni), ma anche di Thanatos (Morte). Ed è proprio in un viaggio notturno, senza dimensione, che questi 12 brani ci accompagnano esplorando, narrando, improvvisando e mescolando, con sapienza e gusto, timbri, ritmi, citazioni, armonie e melodie. All’ascolto emergono alcune caratteristiche ricorrenti che connotano l’opera: una tendenza onirica, la capacità di tessere trame melodiche ben disegnate, giocando con contrappunti, imitazioni, improvvisazione, ostinati, un’ottima miscela di strumentazioni acustiche e elettroniche che propone ambientazioni sonore ben delineate, grazie anche a  un intelligente modo di usare il live electronics e infine ritmo e metro, protagonisti di ogni traccia. (Continua a leggere)