FREE FALL JAZZ

una promessa è una promessa (gran film tra l’altro)'s Articles

Come forse già sapete il SFJazz Collective è uno dei più brillanti ed importanti collettivi di giovani musicisti sulla scena mondiale contemporanea. In realtà si tratta di una vera e propria organizzazione, con una bellissima sede/teatro, programmi educativi e quant’altro, come potete vedere dal bellissimo sito. (Continua a leggere)

James Brandon Lewis è stato giustamente apprezzato un po’ ovunque, nel corso del 2014. Ora il giovane sassofonista lancia una campagna su PledgeMusic per le registrazioni del prossimo disco, intitolato ‘Days Of FreeMan’. (Continua a leggere)

Se ne è parlato per anni, del film su Miles Davis. Anni di voci, pettegolezzi, oggi inizia, domani finisce e così via, arrivando a enormi niente di fatto. (Continua a leggere)

Sì, ok, è domani, bella forza, direte. In effetti è così, ma a noi non piace faticare. In ogni caso, tutta la gente che si occupa di musica con ardore & passione e persino aggratis sul webs fibrilla per i RSD, e pure noi in passato ci abbiamo dedicato tempo e spazio. (Continua a leggere)

Dopo un album eclettico come ‘Moments’, uscito in sordina nel 2010, il giovane sassofonista James Brandon Lewis inaugura il suo contratto con la rinata Okeh (avete letto bene) con ‘Divine Travels’, un nuovo lp nel classico formato sax-basso-batteria. Gli esempi illustri in tal caso si sprecano, e certo confrontarsi coi nomi di Sonny Rollins, Joe Henderson, Branford Marsalis o Joe Lovano, per esempio, non è la cosa più facile del mondo. Tuttavia James può contare su una sezione ritmica strepitosa formata da due suoi mentori, ovvero William Parker (contrabbasso) e Gerald Cleaver (batteria); affermare che a questo punto il disco si fa da solo è ingeneroso e scorretto, ma allo stesso tempo la chimica speciale fra i tre si sente. (Continua a leggere)

E’ uno dei musicisti più premiati e ammirati della nuova generazione, è stato il nostro uomo dell’anno, è Ambrose Akinmusire! ‘The Imagined Savior Is Far Easier To Paint’ uscirà questo mese su Blue Note, ma voi potete intanto ascoltarlo in streaming dalla solita benemerita NPR. Solo per questa settimana, quindi sbrigatevi.

Mary Halvorson ha fatto molto parlare di sè, giustamente, negli ultimi anni, grazie al suo indiscutibile talento di chitarrista, compositrice e leader – un fatto che le permette di contare su un buon numero di musicisti fidati. ‘Illusionary Sea’ è solo un altro tassello nel mosaico dell’attività della Halvorson, casualmente quello più ambizioso visto che schiera un settetto: ovvero, il rodatissimo quintetto con l’aggiunta di un tenore (Ingrid Laubrock) e di un trombone (Jacob Garchick). Certo, sarebbe stato facile scrivere un disco stile “quintetto più ospiti”, ma la scrittura ambiziosa della chitarrista e la sua intesa coi musicisti scongiurano il pericolo di un disco di maniera. I tratti caratteristici ci sono tutti, uno in particolare: nonostante il curriculum e un approccio alla scrittura, in linea di massima, molto avanzato, la musica della Halvorson è sì cerebrale, ma anche accessibile a chi non abbia frequentato i corsi all’AACM. (Continua a leggere)

Lo Smalls Jazz Club è uno dei più rinomati club newyorkesi dedicati alla nostra amata musica dei salumi e dei prosecchi. Una delle caratteristiche che lo rendono ben noto e amato pure a qualche chilometro di distanza, tipo qui da queste parti, è la bellissima usanza di registrare e pubblicare su cd alcuni concerti, regolarmente in alta qualità. (Continua a leggere)

Uscirà nel 2014 ‘Wayne Shorter: Zero Gravity’, un documentario sul grande sassofonista e compositore. I lavori sono cominciati del 2006 e oggi siamo alla fase di post-produzione. E’ possibile tuttavia contribuire con un’offerta per finanziare la fine dei lavori, con bonus che vanno dal proprio nome fra i finanziatori e uno stream esclusivo della prima, fino al piatto super iper mega maxi (riservato ad università etc) che prevede una masterclass di Wayne. Trovate tutte le indicazioni qui, assieme ad un teaser.