FREE FALL JAZZ

vibrafoni e marimbe's Articles

Warren Wolf è, con merito, uno dei vibrafonisti più acclamati dell’ultimo lustro. In questo bel concerto lo sentiamo assieme alla sua band, gli Wolfpack: oltre a Warren, Tim Greex (sax), Alex Brown (piano), Kris Funn (basso) e Billy Williams Jr (batteria).


La Jazztone fu una casa discografica dalla vita molto breve, appena due anni dal 1955 al 1957, simile in filosofia alla Verve di Norman Granz: grandi maestri del jazz, molti dei quali provenienti dalla swing era, impegnati in stimolanti jam session. Fu coniato lì in un certo senso il concetto di “mainstream”, così come l’idea di una musica accessibile e allo stesso tempo integra, lontana da tentazioni “proto-smooth”. Questa raccolta della Fresh Sounds raccoglie tutto il materiale pubblicato dal grande vibrafonista su Jazztone, accompagnato da una formazione di assi come Jimmy Cleveland (trombone), Ray Copeland (tromba), Lucky Thompson (tenore), Oscar Pettiford (contrabbasso), Oscar Dennard (piano) e Gus Johnson (batteria), quasi tutti destinati a carriere di affidabili turnisti e professionisti. (Continua a leggere)

Da degnissimo allievo di Art Blakey,  Ralph Peterson non sorprenderà troppo se presenta al pubblico una nuovissima versione del suo quartetto (o Fo’tet, come piace dire a lui). Ma c’è di più, perché il Fo’tet suona per cinque pezzi, mentre nei restanti cinque entra in scena un sestetto di giovani stelle: Tia Fuller e Walter Smith III ai sassofoni, Sean Jones alla tromba e i fratelli Curtis al basso e al piano. Le due metà del disco sono unite dalla personalità artistica di Ralph,che non rinuncia mai ad un drive ritmico irresistibile, un fitto tessuto percussivo ricco di influenze latine, e una scrittura attenta al colore strumentale e alla complessità (poli)metrica. Il Fo’tet è la formazione ‘da camera’ di Peterson, dal suono soffuso e controllato ma non per questo freddo o poco coinvolgente. ‘One False Move’, sovrapponendo il funk del basso e il latin groove della batteria in una maniera degna di Steve Coleman, genera un energico moto che infonde grande swing senza turbare il clima raccolto del brano, come faceva il Modern Jazz Quartet. (Continua a leggere)