FREE FALL JAZZ

Russell Gunn's Articles

‘Sirius B’, singolo estratto dall’imminente ‘The Sirius Mystery’ di Russell Gunn, è disponibile per l’acquisto: lo potete trovare su CdBaby, EMusic e ovviamente Spotify. (Continua a leggere)

L’estate vedrà pure il graditissimo ritorno sul mercato di Russell Gunn con un nuovo e ambizioso album. Il trombettista, leader e compositore di Atlanta pubblicherà infatti ‘The Sirius Mystery’, dove il jazz si intreccia con tamburi africani, dubstep, EDM e musica trap americana in una complessa e coinvolgente suite in quattro parti, ispirata alla mitologia delle tribù Dogon del Mali. (Continua a leggere)

Negli ultimi anni e dopo decenni di ascolto, ho avuto modo di approfondire le conoscenze jazzistiche (e non solo) anche verso opere di una molteplicità di grandi musicisti (compositori e/o improvvisatori che dir si voglia) generalmente considerati “minori” rispetto ai riconosciuti giganti del jazz, rendendomi conto di quale abbondanza di arte musicale si è sciaguratamente trascurata, sia dal punto di vista del materiale compositivo, che da quello improvvisativo, in nome di un non meglio specificato processo di innovazione, così rapidamente evolutosi nel tempo. (Continua a leggere)

Russell Gunn merita davvero di essere annoverato fra i musicisti più lungimiranti e attenti degli ultimi vent’anni, come già abbiamo scritto in passato. Lo ribadiamo con questa bella esibizione dal vivo in cui la sua band Elektik Butterlfy affronta “Electric Funeral” dei Black Sabbath, dilatandola in un jazz elettrico, funk, psichedelico, espandendo la versione fissata nell‘ottimo ultimo album.


Il 2013 è stato pure l’anno dei Black Sabbath. Tre quarti della formazione originale si sono riuniti per un nuovo album, ’13′, in verità fra i peggiori della loro carriera, e un nuovo tour di grandissimo successo. Bene, ma cosa c’entra col jazz una delle band storiche dell’hard rock e del metal? Di per sè un bel niente. Però Russell Gunn, grandissimo trombettista e leader di cui già ci siamo occupati approfonditamente, ha deciso di dedicare il suo ultimo cd a rivisitazioni del repertorio di Ozzy Osbourne e soci. Russell dimostra di conoscere bene la discografia dei Sabbath, visto che va a riprendere classici della primissima fase (i primi quattro album), quelli con una traccia blues esplicita o implicita e quindi potenzialmente più adatti ad essere esplorati secondo la sua estetica “etnomusicologica”: partire col jazz, riannodare i fili delle diramazioni, portare alla luce le connessioni nel segno della musica nera. (Continua a leggere)