FREE FALL JAZZ

latin jazz's Articles

Hilton Ruiz (1952. 2006) pianista e compositore statunitense di origine portoricana è una figura del jazz abbastanza trascurata e oggi quasi dimenticata nonostante sia stato strumentista sopraffino e un talento molto apprezzato da molti solisti, anche se in realtà è molto noto e stimato in ambito di musiche latine e afro-cubane in generale, particolarmente a Cuba, che gli dedica annualmente un festival a suo nome. (Continua a leggere)

Ok, qualcuno potrebbe dire “Eammeccheccazzomenefregammè!?”, ma a quel punto non ce ne fregherebbe niente a noi. Quando abbiamo pubblicato la recensione del bellissimo ‘The Offense Of The Drum’ si parlava già della nomination per il Grammy di O’Farrill. (Continua a leggere)

Danilo Perez ormai non ha bisogno di presentazioni, dopo quindici anni di onorata militanza nell’ultimo splendido quartetto di Wayne Shorter e una produzione solista di tutto rispetto. ‘Panama 500′, appena uscito, non è “il solito disco”, perché celebra una ricorrenza tutta particolare, ovvero i cinquecento anni dello stato di Panama. Da lì il titolo e la particolare organizzione di un’opera d’ampio respiro che, nelle intenzioni, dovrebbe ricapitolare mediante suggestioni sonore la storia e la cultura dello stato del centro America, patria dello stesso Perez. La forze in gioco sono molte, a partire dal trio stabile di Danilo (Ben Street al basso e Adam Cruz alla batteria) passando per i compagni di battaglia alla corte di Shorter (John Patitucci e Brian Blade), fino vari percussionisti, un quartetto d’archi e un flauto. (Continua a leggere)

Di recente, in occasione del nuovo, ottimo album di Etienne Charles, parlavamo del solido legame che unisce il jazz con i luoghi e le sonorità dell’America centro-meridionale. Una parentela dalle origini antiche (basti citare il caso forse più famoso, Dizzy Gillespie, che abbeverandosi a quelle fonti ha prodotto alcuni dei migliori episodi della sua sterminata carriera) e che ancora oggi perdura con immutata efficacia grazie alle intuizioni di musicisti come James Carter o lo stesso Charles. Tra coloro che nel tempo hanno strizzato l’occhio alle sonorità caraibiche, quello di Freddie Hubbard non è tuttavia il primo nome a venire in mente. Anzi, nemmeno il secondo o il terzo.  Lo si può identificare coi suoi capolavori su Blue Note, con la svolta più “facile” (e assai meno riuscita) verso territori soul/funk, finanche con una manciata di dischi piuttosto sperimentali per i suoi canoni (l’ottimo ‘Red Clay’, da riscoprire), eppure, per quanto trascurato, in certe zone geografico-musicali ci è passato anche lui. Con ottimi risultati, per giunta. (Continua a leggere)

Ci siamo occupati già un paio di volte dei Ninety Miles, l’eccellente progetto di jazz americubano patrocinato dalla Concord. Non c’è due senza tre, soprattutto quando il tre è un bellissimo concerto di un’ora ripreso professionalmente in quel di San Sebastian. Al posto di Christian Scott troviamo Nicholas Payton, che da un tocco più hubbardiano ai brani.


È di oggi la notizia che, dopo una citazione in giudizio e numerose proteste da parte degli artisti (tra cui anche il “nostro” Bill Cosby), la Recording Academy abbia annunciato il ripristino della categoria “Latin Jazz” per i prossimi Grammy Awards.

La suddetta categoria era stata eliminata lo scorso anno insieme ad altre trenta (portando il totale da 109 a 78): gli organizzatori giustificarono il cambiamento annunciando di voler aumentare la competitività della premiazione (gli artisti latin jazz e delle altre categorie eliminate restavano infatti ovviamente eleggibili altrove), ricevendo però in cambio solo mugugni e persino un’azione legale.

Alle prossime premiazioni le categorie saliranno a 81: oltre “Latin Jazz” ne vengono infatti introdotte anche altre due che non vi stiamo a spiegare perchè non è “roba nostra”. Il video qui sotto comunque sintetizza perfettamente la nostra opinione sull’intera questione.