FREE FALL JAZZ

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Foto: Elena Fiorini

Poteva un’illustre media jazzistico come Free Fall Jazz mancare alla prima assoluta della Wide Orchestra, soprattutto se a venti minuti da casa e per di più gratis? (Continua a leggere)

Joel Holmes viene considerato uno dei talenti emergenti del panorama contemporaneo. Dal momento che una delle dodici date del suo tour italiano era proprio dalle mie parti, mancare sarebbe stato poco carino. Ad accompagnare il pianista americano ci sono due nostri connazionali, Stefano Senni (contrabbasso) e Pietro Valente (batteria): i tre si sono conosciuti in India nel 2008 e hanno già fatto due tour assieme. Finite le note biografiche, restano quelle musicali (…). E allora posso dire che il concerto è stato energico e molto coinvolgente. Holmes è ispirato chiaramente da McCoy Tyner, e parlano chiaro la sua mano sinistra vigorosa, gli accordoni pesi, le velocissime fughe di note su per scale e modi che vanno al di fuori dei confini del brano, il radicamento nel suono negro e percussivo, l’onnipresenza del blues; allo stesso tempo emerge un gusto per il ghirigoro, l’abbellimento, lo svolazzo dal tocco lieve e cristallino, che ricorda molto Art Tatum e soprattutto Oscar Peterson. (Continua a leggere)