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E’ diventato un ritornello molto frequentato quello di affermare, anche tra gli stessi musicisti, che il materiale compositivo legato alle canzoni di Broadway o a battutissime composizioni jazzistiche del passato, i cosiddetti “standards” suonati già migliaia di volte, sia ormai pressoché esausto ai fini improvvisativi. Basta, insomma, con “i soliti” standards, basta con la forma chorus a 32 battute. (Continua a leggere)

Ne avevamo già parlato tempo fa, ma ribadiamo: Erroll Garner fu uno straordinario pianista, sottoposto al solito processo dalla stupida critica ideologizzata anni ’70 che lo derubricava al pianismo “da cocktail”, “da sottofondo” etc. Da mani nei capelli (e anche da manate nel muso). Tutta questa introduzione è ovviamente inutile, ma il concerto che segue, in trio, registrato da qualche tv europea negli anni ’60, ovviamente no.


Errol Garner (o “Garden”, secondo i furboni che hanno fatto le etichette del reparto cd del negozio di dischi rimasto nella mia città) è uno di quei musicisti di cui, purtroppo, non si parla abbastanza. Sarà colpa delle mode, sarà colpa del maltempo, dell’euro o delle scie chimiche, non lo sappiamo. Sappiamo solo che il piccolo Errol, oggi, meriterebbe maggior considerazione, anche oltre il super classico ‘Concert By The Sea’. Per invogliare all’ascolto, niente di meglio che trentacinque minuti del 1964, feat. Errol Garner (piano, ovviamente), il fido Eddie Calhoun (contrabbasso) e Kelly Martin (batteria).