FREE FALL JAZZ

enig-mistica's Articles

E da dove si inizia a parlar di Lester Bowie?
Il trombettista e filicornista bizzarro, ombroso, ghignante, fuori le righe, eppure assolutamente schietto e genuino, senza forzature artificiose da “fottuto genio”, anche perché lui lo era davvero, e se ne fregava, di esserlo. È vero che magari il fatto che sia morto così presto lo avvolge (come nelle migliori banali tradizioni) in una specie di aura mista di rimpianto per un genio incommensurabile, ironico, cialtrone, disincantato, disarmante, e “prematuramente scomparso” (altro classico iconografico per chi, a corto di argomenti, suole mettere paletti definitori attorno all’indefinito). Ma rimangono comunque (e per fortuna!) tutti aggettivi veri e resistenti, e sarebbero valsi pure se fosse vissuto fino a 98 anni con l’arteriosclerosi, le botte di idiozia latente, il balbettio, con la dentiera nel bicchiere, la pelle floscia e l’alito da premorienza. (Continua a leggere)