FREE FALL JAZZ

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Frequento i social da poco tempo, meno di un anno e devo dire che se ne leggono delle belle intorno alla materia jazzistica, in un modo che, a mio avviso, è quanto mai indicativo dello stato di confusione che regna in merito ormai da troppo tempo nel nostro paese. C’è chi, specie tra gli stessi musicisti nazionali, invoca l’obbligo di sostenere il cosiddetto “jazz italiano”, altri che sostengono all’opposto che “Jazz” è una parola superata e se serve ad etichettare certo “jazz europeo” ormai completamente “sbiancato” in lavatrice con forti dosi di candeggina, allora non può essere utilizzata da ciò che viene prodotto oggi negli U.S.A. dai musicisti afroamericani, che preferiscono parlare di Black American Music (la cosiddetta B.A.M.). (Continua a leggere)

Domenico Caliri, chitarrista, si era distinto anni fa alla corte di Enrico Rava periodo ‘Electric Rava’, per poi proseguire verso altri percorsi musicali, anche estranei al jazz. Il nuovo album ‘Camera Lirica’ segna l’inizio di una nuova fase, e allo stesso tempo un riepilogo del passato: si tratta infatti di un lavoro che lo vede solo in veste di compositore e arrangiatore per una formazione inedita di tredici elementi. ‘Camera Lirica’ è pure un modo per ritornare su vecchie composizioni, scritte negli anni ’90 ma mai registrate, e fissarle su disco in una nuova versione aggiornata.I tredici musicisti sono stati scelti con cura fra le più interessanti nuove leve del jazz italiano contemporaneo, fra cui le nostre vecchie conoscenze Piero Bittolo Bon (sax) e Pasquale Mirra (vibrafono), Alfonso Santimone (piano), Francesco Guerri (violoncello), oltre al chitarrista Fabio Costantini e ad una nutrita sezione di fiati con tanto di flauto, tuba e clarone. (Continua a leggere)