FREE FALL JAZZ

Donald Edwards si è fatto notare ultimamente in una serie di uscite Criss Cross, fra cui pure l’ultimo album di Orrin Evans. Oggi il batterista della Louisiana, dopo una lunga serie di lavori da sideman e due dischi a suo nome poco noti e ancor meno distribuiti, esce per l’etichetta olandese con un ottimo album di materiale originale. Il quintetto vanta la presenza di musicisti ormai ben noti come Eric Revis (contrabbasso) e Orrin Evans (piano), cui si aggiungono gli ottimi David Gilmore (chitarra, e niente Pink Floyd) e Walter Smith III (sax tenore); la musica è post-bop avventuroso e intelligente, decisamente moderno nell’utilizzo di ritmi rock, funk e hip hop frammisti ai più classici tempi swinganti. In particolare il contrabbasso si preoccupa di fare da perno al gruppo con robusti groove attorno a cui gira tutto il resto, a partire dalla liquida batteria del leader. La chitarra di Gilmore è spesso tagliente ed effettata e contribuisce così a dare un taglio più rock/funk a brani come ‘Dock’s House’, ‘History Of The Future’ o ‘Not Really Gumbo’ che, con temi spezzati e sghembi su una pulsazione secca, riecheggiano in chiave mainstream la lezione di Steve Coleman. Su ‘Niecee’ e ‘The Dream’ viene invece fuori l’aspetto più soft del disco: la prima è una composizione dilatata e quasi bucolica, increspata via via dalle pennate sempre più nervose della chitarra, la seconda parte accennando una vaga melodia latina che poi si risolve in enigmatico clima à la Mal Waldron. Orrin Evans accompagna in maniera defilata, sfruttando l’ambiguità tonale dei pezzi per creare in assolo tensione e cupezza, mentre Smith si conferma sassofonista controllato nell’eloquio ma imprevedibile.

‘Evolution Of An Influenced Mind’ è un disco riuscitissimo e gratificante che piacerà a tutti gli appassionati di quel jazz-jazz che non ha paura di guardare avanti senza per questo fare a meno del proprio illustre passato. Speriamo che questa band possa continuare ancora così!
(Negrodeath)

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