FREE FALL JAZZ

Oltre ad essere uno dei migliori trombonisti sulla piazza, e prova ne sia una carriera lunghissima e variegata che lo ha visto al fianco di Art Blakey, Dave Holland, Steve Coleman e moltissimi altri, Robin Eubanks è pure un rinomato professore di musica per il prestigioso Oberlin College. Per ‘More Than Meets The Ear’ Eubanks si è preso un anno di pausa dall’insegnamento, con lo scopo riarrangiare in chiave orchestrale nove brani scritti nell’ultimo trentennio. Con un cast di tutto rispetto, fra veterani (Lew Soloff), parenti (il fratello Duane), alcuni fra i migliori solisti emersi negli ultimi anni (Marcus Strickland, Lauren Sevian, Nate Smith, solo per citarne alcuni), e infine alcuni studenti dell’Oberlin, Eubanks costruisce un sound originale figlio di alcune delle esperienze chiave della sua storia di musicista, come Steve Coleman, i gruppi estesi di Dave Holland e il più recente SFJazz Collective. Ispirazioni latine (il complesso pattern ritmico di ‘A Seeking Spirit’), soul (‘Bill And Vera’), funk M-Base (la title track dall’inconfondibile riff staccato), persino tango (‘Yes We Can’) si intrecciano con tutti i classici elementi della scrittura per orchestra, ben presenti e anzi, evidenziati; allo stesso tempo, la complessità ritmica e la stratificazione delle ricche parti orchestrali, dal caratteristico suono asciutto e nervoso, amplifica la potenza del groove  e lascia anche il giusto spazio ad assolo splendenti. In alcuni brani Eubanks applica effetti al trombone, deformandone il suono verso la chitarra elettrica, e in questo senso ‘Blues For Jimi’ omaggia Hendrix passando per Miles Davis. Fra i dischi più belli e interessanti dell’anno, da avere.
(Negrodeath)

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