FREE FALL JAZZ

Gli JÜ sono un power trio chitarra, basso e batteria con un piede nel rock duro e l’altro nel jazz rock di certi John Scofield e Bill Frisell. Kjetil Møster è un giovane sassofonista scandinavo, un apprezzabile “digest”di John Coltrane, Albert Ayler e Archie Shepp, con alle spalle esperienze assieme a Datarock, Röyksopp, The Core e persino Chick Corea. La collaborazione fra JÜ e Møster, fortemente voluta dalla RareNoiseRecords, suona quasi come una somma algebrica fra le componenti. Potremmo tranquillamente parlare di un disco che rilegge un certo tipo di rock secondo una prospettiva jazz, ma è vero pure il contrario: a volta il sax suona proprio come un indemoniato cantante di un quartetto hard/prog anni ’70, un punto di riferimento per seguire le trame sonore rumorose e intricate di una formazione aggressiva e potente. Il basso e la batteria aggiornano la lezione di Geezer Butler e Bill Ward (Black Sabbath): la tecnica è superiore, ma allo stesso tempo si conserva quello spirito libero e un po’ trasandato, con suoni grezzi quanto basta e una chitarra che disegna riff severi e a tratti noise – quasi portando i King Crimson degli anni ’90 a collidere con gli Shellac. Alcuni brani hanno grande impatto fisico (‘Dear Johann’, fra Ayler e… primi Gov’t Mule?), altri sono più lenti, oscuri, ed incentrati su un’esplorazione psichedelica hendrixiana (‘Bahnjan’), altri ancora rarefatti, misteriosi, attraversati da una tensione montante (i quindici minuti ‘One’, con atmosfere non troppo lontane dai Tool più ermetici).

Jazz e rock duro in una commistione vincente e ricca di spunti. Molti, forse, lo troveranno ostico o fracassone, ma ‘JÜ Meets Møster’ è un disco riuscito e interessante.
(Negrodeath)

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